seo

    Come usare Nofollow: guida pratica passo passo

    Redazione Innovonline
    19 giugno 2026
    8 min di lettura
    Progresso lettura1 / 12

    Nel vasto e intricato ecosistema del web, ogni link racconta una storia, stabilisce una connessione e, soprattutto, trasmette un segnale ai motori di ricerca. Ma cosa succede quando non vogliamo che un link influenzi il ranking o che il "su

    Nel vasto e intricato ecosistema del web, ogni link racconta una storia, stabilisce una connessione e, soprattutto, trasmette un segnale ai motori di ricerca. Ma cosa succede quando non vogliamo che un link influenzi il ranking o che il "succo" del nostro sito venga disperso? La risposta è nel sapiente utilizzo dell'attributo nofollow. Lungi dall'essere un semplice espediente per gli addetti ai lavori, come fare nofollow correttamente è una competenza fondamentale per chiunque gestisca un realizzazione siti web e desideri ottimizzarlo al meglio. In questa guida pratica, esploreremo in dettaglio le diverse applicazioni di questo prezioso attributo, illustrando passo dopo passo come implementarlo in scenari comuni e meno comuni, per mantenere il controllo sul proprio profilo di link e sulla reputazione online.

    Comprendere il nofollow non significa solo conoscerne la definizione di Nofollow, ma padroneggiarne l'applicazione strategica. Non si tratta di nascondere link, bensì di comunicare ai motori di ricerca un'intenzione precisa riguardo alla relazione tra la tua pagina e la risorsa linkata. Che tu sia un blogger, un realizzazione ecommerce professionali manager o un professionista SEO, questa guida ti fornirà gli strumenti per implementare il nofollow in modo efficace e consapevole, contribuendo a una migliore gestione della tua strategia di Link Building e alla salute complessiva del tuo sito.

    Perché e Quando Usare l'Attributo Nofollow: Scenari Chiave

    L'attributo nofollow non è una soluzione universale da applicare a ogni link, ma uno strumento specifico da utilizzare in determinate circostanze. Capire il "perché" è cruciale per evitare errori che potrebbero penalizzare il tuo sito.

    1. Contenuti Sponsorizzati e Pubblicità

    Questo è forse lo scenario più classico e universalmente riconosciuto per l'applicazione del nofollow. Quando ricevi un compenso (monetario o in natura) per linkare un prodotto, un servizio o un sito web, Google e altri motori di ricerca richiedono che tali link vengano contrassegnati. L'obiettivo è evitare che il ranking organico venga manipolato attraverso lo scambio di link a pagamento. In questi casi, Google raccomanda l'uso specifico dell'attributo rel="sponsored", ma nofollow rimane un'alternativa accettabile e ampiamente utilizzata.

    2. Commenti di Utenti e Forum

    Se il tuo sito permette agli utenti di lasciare commenti o partecipare a forum, sei esposto al rischio di spam. I cosiddetti "spammer di link" inseriscono link di scarsa qualità o irrilevanti nei commenti solo per ottenere backlink. L'applicazione automatica del nofollow (o ugc per "User Generated Content", come preferisce Google) a tutti i link nei commenti è una pratica standard e altamente raccomandata. Questo previene la dispersione di "link juice" verso siti di dubbia reputazione e protegge il tuo sito da potenziali penalizzazioni.

    A volte potresti aver bisogno di citare o fare riferimento a una risorsa che, pur contenendo informazioni utili, non gode di una reputazione impeccabile o che non vorresti "endorsementare" implicitamente con un tuo link. In questi casi, il nofollow agisce come una barriera, impedendo al tuo sito di associare la propria autorità a quella della risorsa linkata. È una misura precauzionale per salvaguardare l'integrità del tuo profilo di link.

    Mentre la maggior parte dei link interni dovrebbe essere dofollow per facilitare la navigazione e la distribuzione dell'autorità all'interno del tuo sito, ci sono eccezioni. Pagine come quelle di login, i termini e le condizioni, le politiche sulla privacy o il carrello acquisti, pur essendo necessarie per l'esperienza utente, raramente contribuiscono al ranking organico delle tue ricerca keyword principali. Alcuni SEO scelgono di applicare il nofollow a questi link interni per "conservare" il link juice per le pagine più importanti, anche se l'efficacia di questa pratica per il link sculpting è oggetto di dibattito da parte di Google.

    Come Implementare l'Attributo Nofollow: Guida Passo Passo

    Ora che abbiamo chiarito il "perché", passiamo al "come". Implementare il nofollow è tecnicamente semplice, ma richiede precisione. Vedremo le varie modalità, dal codice HTML puro all'uso di CMS.

    Per prima cosa, devi individuare il link (o i link) a cui desideri applicare l'attributo nofollow. Questo può essere un link all'interno del contenuto di un articolo, nella sidebar, nel footer o in un commento.

    Fase 2: Applicazione del nofollow in HTML

    La forma più diretta e fondamentale per applicare il nofollow è agire direttamente sul codice HTML del link. Un link standard ha questa forma:

    <a href="https://www.esempio.com">Testo del link</a>

    Per aggiungere l'attributo nofollow, basta inserirlo all'interno del tag <a>:

    <a href="https://www.esempio.com" rel="nofollow">Testo del link</a>

    Casi Particolari:

    • Sponsored Content: Se il link è a pagamento o sponsorizzato, la raccomandazione di Google è rel="sponsored":
      <a href="https://www.sito-sponsor.com" rel="sponsored">Scopri di più</a>
    • User Generated Content (UGC): Per i link nei commenti o forum, Google suggerisce rel="ugc":
      <a href="https://www.profilo-utente.com" rel="ugc">Il mio profilo</a>

    È importante notare che Google considera nofollow, sponsored e ugc come "hint" (suggerimenti), piuttosto che direttive assolute, ma la best practice rimane quella di usarli correttamente per segnalare l'intento.

    Fase 3: Implementazione tramite CMS (WordPress, Joomla, ecc.)

    La maggior parte dei Content Management System (CMS) moderni offre modi semplici per gestire l'attributo nofollow senza dover toccare il codice HTML grezzo.

    1. WordPress:
      • Editor Gutenberg (Blocco Paragrafo o HTML personalizzato):

        Quando inserisci un link, l'editor classico di WordPress (o plugin come Yoast SEO/Rank Math) spesso ti danno un'opzione per "Apri in una nuova scheda" e "Aggiungi rel='nofollow'". Se usi l'editor a blocchi, puoi linkare un testo, selezionarlo e, cliccando sull'icona della catena, potresti trovare un checkbox per "Search Engine Optimization - Add rel="nofollow"". Altrimenti, puoi passare alla modalità "Modifica come HTML" del blocco e aggiungere manualmente rel="nofollow" all'interno del tag <a>.

      • Plugin SEO: Plugin come Yoast SEO o Rank Math integrano spesso funzionalità avanzate per la gestione dei link esterni e dei commenti, permettendoti di impostare globalmente i link dei commenti come nofollow o di aggiungere l'attributo con pochi click nell'editor.
    2. Joomla:
      • Nell'editor TinyMCE o JCE, quando inserisci un link, solitamente trovi un'opzione o un campo per gli "Attributi Rel" dove puoi digitare nofollow, ugc o sponsored.
    3. Shopify:
      • Generalmente, i link a prodotti di terzi o pagine esterne nelle descrizioni dei prodotti o articoli del blog possono essere modificati nell'editor HTML della piattaforma. Cerca l'icona <> per passare alla visualizzazione codice e aggiungi l'attributo.
    4. Altri CMS e Siti Custom:
      • Per altri CMS o siti sviluppati su misura, sarà necessario accedere all'editor di testo o al codice sorgente della pagina per applicare l'attributo manualmente.

    Fase 4: Integrazione con JavaScript (per casi specifici)

    In alcuni scenari complessi, come link generati dinamicamente o interazioni utente avanzate, potresti dover usare JavaScript per aggiungere l'attributo nofollow. Tuttavia, è una soluzione meno comune e dovrebbe essere valutata con attenzione, in quanto i motori di ricerca potrebbero avere difficoltà a processare correttamente i link modificati via JavaScript se non implementato alla perfezione.

    
    // Esempio per aggiungere nofollow a tutti i link esterni
    document.querySelectorAll('a[href^="http"]:not([href*="' + window.location.hostname + '"])').forEach(function(link) {
      link.setAttribute('rel', 'nofollow');
    });
    

    Questo snippet di codice è solo un esempio e non va implementato senza una piena comprensione delle sue implicazioni SEO e tecniche.

    Best Practices e Checklist Operativa

    Per assicurarti di utilizzare l'attributo nofollow in modo ottimale e in linea con le migliori pratiche SEO, ecco una checklist operativa:

    1. Audit Periodico dei Link in Uscita: Controlla regolarmente i link esterni dal tuo sito. Ci sono link a pagamento o sponsorizzati che non hanno rel="nofollow" o rel="sponsored"?
    2. Configurazione dei Commenti: Assicurati che tutti i link nei commenti degli utenti siano automaticamente nofollow o ugc. La maggior parte dei CMS lo fa di default, ma è sempre bene verificare.
    3. Attenzione ai Partnership: Se stringi partnership o scambi link, valuta attentamente se il link in uscita deve essere nofollow. Se ricevi qualcosa in cambio (anche non monetario ma di valore), è opportuno usare sponsored o nofollow.
    4. Link a Risorse Non Fiduciarie: Se citi una fonte di dubbia reputazione o che non vuoi "endorsementare", applica sempre nofollow.
    5. Link Interni Strategicamente: Non abusare del nofollow sui link interni. La maggior parte dei link interni dovrebbe essere dofollow per agevolare la navigazione e la propagazione dell'autorità. Utilizzalo solo per pagine di servizio di scarso valore SEO.
    6. Monitoraggio dei digital PR in Ingresso: Se altri siti linkano il tuo senza nofollow in contesti che dovrebbero averlo (es. commenti, sponsorizzazioni non dichiarate), potresti voler contattare il webmaster.
    7. Aggiornamento Costante: Le linee guida dei motori di ricerca possono evolvere. Resta sempre aggiornato sulle ultime raccomandazioni di Google e altri motori su come gestire i link.

    L'integrazione di queste pratiche nella tua routine di gestione del sito web è un aspetto cruciale di qualsiasi strategia di Servizi SEO Professionali. Un profilo di link pulito e ben gestito è fondamentale per la tua autorità e credibilità online.

    Nofollow: Non una Penalizzazione, ma un Controllo

    È essenziale sfatare il mito che l'uso di nofollow sia in qualche modo una "punizione" o una penalizzazione. Al contrario, è uno strumento di controllo. Google stesso ha chiarito che, sebbene nofollow non trasmetta più "PageRank" come un tempo, è comunque in grado di comprendere e seguire questi link come "suggerimenti" per la scoperta di contenuti e l'analisi del contesto. Questo significa che un link nofollow può ancora portare traffico qualificato al sito linkato e contribuire a una certa visibilità.

    L'importanza di utilizzare nofollow in modo appropriato risiede nella protezione del tuo stesso sito. Evita che la tua reputazione venga intaccata da associazioni negative e ti aiuta a mantenere una distribuzione equa dell'autorità tra le tue pagine più importanti. L'obiettivo è presentare ai motori di ricerca un quadro chiaro e onesto della tua rete di collegamenti, sia interni che esterni.

    In un panorama digitale in continua evoluzione, l'attenzione ai dettagli come la corretta implementazione di nofollow è ciò che distingue una strategia SEO dilettantistica da una professionale. Per chi cerca di elevare la propria presenza online e massimizzare il potenziale di traffico organico, investire in Servizi SEO Professionali che comprendano anche la gestione avanzata dei link è una scelta vincente. Avere partner esperti in grado di navigare queste complessità tecniche garantisce che ogni aspetto del tuo sito sia ottimizzato per il successo a lungo termine.

    In conclusione, imparare come fare nofollow non è solo una skill tecnica, ma una parte integrante di una gestione SEO etica e lungimirante. Implementando queste pratiche, sarai in grado di mantenere un profilo di link sano, proteggere la tua autorità online e comunicare in modo trasparente con i motori di ricerca, assicurando al tuo sito le migliori possibilità di successo.

    Trasparenza sull'uso dell'IA: questo articolo è stato redatto con l'assistenza di sistemi di intelligenza artificiale e successivamente revisionato e approvato dalla redazione di Innovonline prima della pubblicazione. Maggiori dettagli nella Informativa sull'uso dell'IA.

    Articoli Correlati